lunedì 28 novembre 2011

La UE riconosce la vita umana dal suo concepimento!

La sentenza della Corte di giustizia della Ue chiude una causa avviata da Greenpeace contro un ricercatore tedesco che chiedeva la brevettabilità di un medicinale per combattere il morbo di Parkinson.

Stop ai farmaci ricavati da cellule staminali
"Niente brevetto se si distrugge l'embrione"


Articolo su Repubblica: http://www.repubblica.it/salute/2011/10/18/news/ue_vietati_brevetti_da_embrioni_umani-23419579/





Il genetista del Dipartimento di Scienze zootecniche dell’Università degli Studi di Napoli e filosofo della bioetica, Donato Matassinodichiara su "il Mattino"«Da genetista, ricercatore e credente non posso che notare che, da due approcci diversi, quello cattolico e quello ambientalista, si è arrivati alle medesime conclusioni. Dimostrazione che esiste un nocciolo della questione condivisibile, mi faccia dire, laicamente. L’individuo inizia dal concepimento quindi sopprimere l’embrione, fosse anche per un farmaco, non si può [...]. Le staminali embrionali si sono rivelate a rischio, geneticamente poco gestibili, possono anche produrre tumori invece che il tessuto atteso. Molto più gestibili sono quelle adulte già indirizzate per produrre il tessuto e l’organo che si vuole rimpiazzare». Lo scienziato si espone anche sulla problematica degli embrioni congelati.



Il genetista Bruno Dallapiccola, docente presso l’Università “La Sapienza” di Roma e direttore scientifico dell’Istituto Mendel, scrive su "Il Corriere della sera"«Il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea è un atto di profonda civiltà e di rispetto per l’ uomo. È il riconoscimento dell’ inizio della vita umana fin dal momento del concepimento, come peraltro ci insegnano i libri di embriologia, in base ad evidenze di natura morfologica, biochimica e genetica, che comunque non è inopportuno ribadire attraverso un pronunciamento autorevole. La sentenza è del tutto in linea con un’idea che da medico e ricercatore ho fatto mia, dopo avere sottoscritto al momento della laurea in medicina ilgiuramento d’Ippocrate, forse datato, ma ancora oggi ricco di messaggi, in base ai quali sono diventato un sostenitore della libertà del ricercatore, ma fermo nell’affermare che quando la ricerca aggredisce l’uomo e lo distrugge in qualunque momento del suo sviluppo, quella libertà debba essere vigilata. La sentenza della Corte di Giustizia ridà voce a chi ancora non l’ha e ci riporta prepotentemente a riflettere sull’articolo 1 della legge 40, che «assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito»Non credo peraltro che questa sentenza mini la ricerca scientificadestinata alle malattie oggi non curabili. Gli straordinari progressi conoscitivi sulle cellule staminali, sulla loro pluripotenza, il mantenimento, la differenziazione, la riprogrammazione, gli effetti paracrini aprono prospettive di grande speranza per i pazienti, superando gli aspetti bioetici della ricerca sulle cellule staminali prelevate distruggendo l’ embrione».



Video didattico "Cos'è l'embrione per la scienza":http://it.gloria.tv/?media=198876

Il neonatologo Carlo Bellieni, docente all’Università di Siena, scrive su "Tempi"

 «L'embrione è un essere umano, ora deve capirlo la politica»

"La sentenza dice una cosa che sanno tutti i bambini: la vita umana comincia con l’atto procreativo. Non è vero che si blocca la ricerca."





LA VITA UMANA   E' RICONOSCIUTA TALE DAL SUO CONCEPIMENTO E COME  POSSIAMO ANCORA SOPPORTARE CHE SI  UCCIDANO NELLA PANCIA DELLA LORO MADRE I BAMBINI NON NATI?? BAMBINI ASPIRATI  A 8-9-12 SETTIMANE ED  UCCISI  PURE OLTRE I  6 MESI?!!!??? E CHE POI QUESTI BAMBINI  ASSASSINATI VENGANO PURE CHIAMATI "RIFIUTI SPECIALI OSPEDALIERI" E BUTTATI NELLA SPAZZATURA?